Alone Across Alaska - Il diario di Ario

(aggiornamenti a cura di Luigi Salvatore)

13 aprile 2006

Hulahula River - 69°30' - lat. Nord
 

13 aprile 2006
Il lancio del cibo


In questi giorni Ario, lasciandosi alle spalle il "faticoso" Guilbee Pass, è sceso attraverso la grande e selvaggia vallata dell' Hulahula River.
L'immensità' della wilderness, le meravigliose montagne, il silenzio sono sempre intorno a lui, però il paesaggio e' molto cambiato. Qui la forza del vento, che arriva direttamente dall'Oceano, ha spazzato con furia la neve e in molti tratti è apparso il terreno.

La neve dura e compatta, gli ha permesso di far scorrere veloce gli sci: i primi due giorni ha fatto 50km!

Anche in questa valle, c'è la straordinaria presenza dei lupi, diversi i richiami uditi durante la marcia. E questa volta, nell'incredulità e con una gioia incontenibile, e' avvenuto il tanto desiderato incontro!
Rispondendo ai loro ululati, alcuni esemplari si sono incuriositi, uscendo allo scoperto in lontananza, e mostrandosi in tutta la loro meravigliosa bellezza.
Guardavano quanto strano era, questo lupo "con la slitta"!

Proseguendo, insieme alle tracce dei lupi, ha incrociato le tracce di un orso. La preoccupazione, per un eventuale incontro, con questo grosso animale, ha oscurato i suoi pensieri e fino al suo arrivo a Kaktovik, non lo abbandonerà!

Il tempo è cambiato, per due giorni una bufera di neve, costringe Ario a rimanere nella sua tendina.
Per quanto possibile, cerca di riposare e riprendere un po' di energie e spera in un veloce miglioramento del tempo, perché io lo devo raggiungere con un aereo, e fare il lancio del cibo, come avevamo programmato a metà del percorso!

Oggi finalmente qui ad Arctic Village, la giornata è serena e anche nell' Hulahula River, dove si trova Ario il tempo è buono. Nevica ancora invece a Circle, il villaggio nelle Piane dello Yukon (Yukon Flats), dove dovrebbe decollare il piccolo aereo.
Solo dopo diverse ore di attesa, infine il pilota riesce a partire e nel primo pomeriggio, arriva ad Arctic Village. Carichiamo i vari pacchi e infine..... il pilota, io e un nativo che viene ad aiutarci partiamo!

Sorvoliamo tutto il percorso effettuato da Ario, in alcuni tratti sul Chandalar River, nonostante la nevicata e il vento, si vedono le sue tracce... che emozione!
Essere alti sopra tutto, vedere le meravigliose bianche montagne tutte attorno e non riuscire a scorgerne la fine, i grandi fiumi nelle immense vallate, le tracce degli animali che liberi si muovono in questa grande natura, e' uno spettacolo che lascia senza parole, emozionando profondamente!

E conferma quanto grande e incredibile, e' stato il suo impegno, nell'affrontare tutto questo durante la sua marcia!

Dopo un'ora in questo incanto, ecco in lontananza apparire un omino che saluta con le braccia, siamo arrivati al campo di Ario! Mentre ci avviciniamo, il nativo urla di gioia quando vede sulla neve, le scritte che Ario ha fatto: "Salviamo l'Arctic Refuge" "Salviamo la Madre Terra".
Con le lacrime agli occhi, apriamo il finestrino e urlando il suo nome, cominciamo a lanciare i pacchi, un passaggio per ogni pacco. Ad ogni lancio, prego che nell'impatto non si rompa niente, sopratutto il rifornimento di carburante per il fornello.

All'ultimo passaggio, con tutta la voce che abbiamo, gridiamo i nostri saluti e diamo un ultimo sguardo all'omino che continua a salutare. Ci allontaniamo, torniamo verso le montagne e l'omino rimane di nuovo solo!

Durante il rientro, il mio pensiero va naturalmente a lui, ma sopratutto a quello che e' riuscito a fare! Ammiro sempre incantata, la grande natura sotto di me, l'immensità' e la purezza e ad alta voce dico:
"ARIO SEI DAVVERO GRANDE!"

Mancano solo 100 km circa, all' arrivo sull' Oceano Artico, previsto fra il 19 e il 25 aprile!

Il grande sogno e' qui......


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