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Alone Across Alaska - Il diario di Ario (aggiornamenti a cura di Luigi Salvatore)
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14 febbraio 2006 Sono appena rientrata a Fairbanks dopo 15 giorni di permanenza tra le White Mountains, dopo un bufera di neve e vento che ha reso davvero arduo il rientro sulla pista seppellita da 80 cm di neve; la muta di cani di Sigrid (ragazza norvegese) ha faticato non poco, ma anche noi abbiamo penato nel batter loro la traccia con le grosse racchette da neve. Abbiamo impiegato 14 ore per raggiungere la strada attraverso questi 80 km di meravigliosa wilderness. Ario è nella wilderness da 2 settimane ormai, per affrontare il tratto più arduo della sua traversata, spero questa bufera non gli abbia creato troppi guai. Qui segue un breve aggiornamento da me fatto alcuni giorni fa, su richiesta di Ario:
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febbraio 2006 - 43°
giorno Ciao a tutti sono Beatrice, la compagna di Ario. Lui è partito da pochi giorni e mi ha chiesto di scrivere queste poche righe. Mi trovo in una "remote cabin" (piccola baita spersa nella wilderness), nel cuore delle White Mountains, che Ario sta affrontando in questi giorni: la parte più impegnativa, il tratto chiave della traversata! Sono arrivata qui accompagnata da una Musher norvegese (una muta di 10 splendidi husky alaskani) pochi giorni fa, aprendoci una difficile pista tra i boschi e tratti di fiume; a mezzanotte eravamo infine davanti alla stufa, circondati da un silenzio vasto e sconosciuto... Sono quindi rimasta sola, in attesa. Ario è arrivato quattro giorni fa dopo giorni di dura marcia da Fairbanks, seguendo in parte la nostra difficile pista. Questa cabin è l’ultimo appoggio di questo tratto, che lo vedrà attraversare le White Mountains e scendere nell’immensa piana delle Yukon Flats. Vi abbiamo trascorso due splendidi giorni, nei quali Ario si è riposato e ha ripreso energie. Ieri è infine ripartito ed io l’ho accompagnato per due giorni; abbiamo risalito una lunga vallata, percorsa da numerose tracce di lupo, un’emozione sapere che queste splendide creature sono qui che ci osservano. Procediamo per 4 ore fino a raggiungere il punto dove valicare l’ultima alta cresta delle White Mountains. Bivacchiamo per la notte lungo una bella valletta, la stufa nella tendina funziona proprio bene, sembra di essere in una casetta. Dopo una notte molto ventosa, al mattino con un cielo coperto, affrontiamo il pendio e raggiungiamo l’ampio passo. Per me è venuto il momento di tornare, saluto Ario poco prima di riuscire a sorgere il versante opposto. Oggi più che mai è grande la tensione, vedo nei suoi occhi la paura per questo grande balzo. L’abbraccio è lungo e intenso, poi, tra le lacrime, lo guardo allontanarsi questo omino e la sua slitta rossa scomparire nell`immensita`... Torno indietro seguendo le nostre tracce, mi fermo a ristare dove abbiamo bivaccato, poi con il mio pensiero rivolto a lui, raggiungo la cabin. In questo bel posto nella wilderness mi fermerò per diversi giorni nel caso Ario, qualora non riuscisse a passare, decidesse di tornare indietro. Il vento, il ghiaccio del fiume e il cinguettio dei pochi uccellini, sono gli unici suoni in questa pace. Sono in un paradiso dove a tratti è come restassi in attesa..."
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