Alone Across Alaska - Il diario di Ario

(aggiornamenti a cura di Luigi Salvatore)

 

23 gennaio 2006
Fairbanks, 65°' lat. Nord -  Giorni totali di cammino 31 -  400 chilometri percorsi (- 43° C)

La mia lunga, faticosa, gelida ma incantevole marcia d'amore e speranza per la Madre Terra e per l'Arctic Refuge dell`Alaska settentrionale (meta finale di questa mia traversata), con i suoi nativi Gwich'in ed i suoi

animali a rischio di un'ennesima distruzione, continua; anche se ora, raggiunto il villaggio di Nenana il 18 sera, son qui per riposarmi un poco, per recuperare.

Perchè sono stanco davvero, me ne sono reso conto solo questi giorni nei quali, al caldo e con la pancia di nuovo piena, tutta la stanchezza accumulatasi in queste ultime settimane di marcia si fosse improvvisamente

scongelata.

 

Il freddo soprattutto, di questi giorni, temperature costanti tra i  -35 e i -40, dovermi muovere per tutto il giorno in un ambiente cosi gelido, dormirci e cosi via, questo ti "smonta" giorno dopo giorno senza che ce  se ne accorga, fin quando non ci si trova là fuori...

Il poco cibo che riesco a portarmi dietro penso venga bruciato semplicemente per esser lì , senza contare le energia necessarie alla marcia; sono davvero stanco.

Ho marciato attraverso le montagne da quando ho lasciato il villaggio di Cantwell il 3 gennaio, ho attraversato 4 difficili passi dell'Alaska Range, il Wells Pass, il Louis Pass, il Little Grizzly Pass, trovando neve decente in cima ad essi, dovendo invece lottare con i pendii ghiacciati e levigati dalla forza del vento per discendere e, più in basso, con i fitti boschi di salice.

 

Il 10, scendendo il Little Grizzly Pass ho trovato la Cabin sul Wood River (vedi aggiornamento del 10 gennaio); quindi ho disceso verso nord il Wood River su ghiaccio perfetto con tracce di lupi ovunque: mi sentivo osservato

da ogni parte da questi splendidi animali, ma loro non si sono ancora fatti vedere. La coscienza di trovarmi nella loro terra e non in quella dell'uomo mi fa provare una forte emozione, un grande privilegio: un energia diversa pervade le montagne quando vi abitano i lupi e gli animali "selvaggi"...

 

Il 13 affrontavo la salita dell'ultimo passo dell'Alaska Range, il Mystic Pass, raggiunto sotto la luna piena in un ambiente davvero degno del suo nome; in discesa al buio, improvvise, lontanissime, sono apparse alcune luci...., non potevo crederci: la cittadina di Fairbanks, a 100 km di distanza!

 

Ho infine raggiunto Nenana, dopo altri 5 giorni attraverso i fitti boschi di conifere sottili con un gelo sempre più intenso: il sole bassissimo, ancora inesistente in un cielo perfetto, mi ha accompagnato in modo particolare in

quest'ultimo tratto: riusciva a mezzogiorno ad infuocare appena le punte delle conifere più alte prima di riscendere dietro il profilo dei monti, scivolare un poco con la sua ultima luce dietro di essi fino alla luce rosa e poi viola della notte precoce, nel primo pomeriggio.

 

Tante ore di marcia quindi ogni giorno, ancora al buio, con la frontale in testa o semplicemente sotto le stelle o le aurore: infine quando mi fermo per montare il campo, certe sere sono cosi stanco che stento a reggermi in piedi, monto la tenda quasi al rallentatore e come infine posso infilarmi dentro e posso scivolare dentro il mio sacco a pelo è meraviglioso: il momento sognato per tutto il giorno!

 

Ora appunto sono a Fairbanks, 50 km ad est di Nenana, ultima cittadina prima degli spazi immensi e gelidi del "vero" Grande Nord che mi attendono appena oltre; per questo mi sto riposando e riorganizzando al meglio.

Il viaggio è ancora lungo e duro, la mia meta finale l'Oceano Artico del villaggio eschimese di Kaktovik, oltre l'Arctic Refuge, dista almeno altri 3 mesi di marcia: ma ciò che pian piano la grande wilderness col suo silenzio

ed i suoi spazi mi sta donando mi fa dimenticare tutto il resto, fatica e freddo.

In più c`e` il mio impegno per i Nativi dell'Arctic Refuge, il voler portare a termine una traversata che è un grido di protesta e una preghiera al contempo:

 

"Non toccate l'Arctic Refuge!!"

 

Smettetela di devastare e ferire la nostra Madre Terra per i vostri sporchi interessi personali!

Torniamo ad un modo di vivere "nativo" basato sull'essere: continuare con questo folle stile di vita moderno non sarà possibile ancora a lungo".

 

Ieri sera, qui alla Tribal Hall di Fairbanks, ho avuto l'onore di poter partecipare ad un Potlach con la mia ragazza Beatrice, vale a dire una "festa spirituale" dei nativi.

Ad un certo punto hanno cominciato a cantare e a ballare, movimenti, parole, ritmi ancestrali che risalgono agli antenati dei loro antenati, ed è stato un brivido...: questa gente ancora "appartiene", ancora è connessa alle proprie radici, quelle che noi abbiamo perso, quelle della Terra.

Quanto ancora potrà durare tutto questo, per quanto ancora si continuerà ad annientare tutto ciò che ancora resiste di autentico?

 

Sono in marcia qui, attraverso la gelida Alaska, per tentare di ricongiungermi a questo loro mondo al quale anch'io appartengo, come essere umano; sono qui in marcia per tentare di far qualcosa per aiutare queste ultime Genti e Terre Native, incontaminate: ..."qualcosa è sempre meglio di niente".

Scio verso la loro terra, l'Arctic Refuge, minacciato dall'amministrazione Bush, in questa infinita marcia di preghiera e speranza, nella speranza, io stesso, di poter raggiungere la terra dei Gwich'in un poco più "preparato", più nativo.

 

La mia partenza da Nenana mi vedrà puntare dritto a nord fino alle White Mountains a nord di Fairbanks, fino a scendere al minuscolo insediamento nativo (20 persone) di Birch Creek, perduto nella wilderness.

Lì troverò Beatrice ad attendermi, come ha fatto fino ad ora (lei si prende sempre la parte facile, le dico scherzosamente, mentre a me tocca tutto il lavoro!); da Birch Creek l'itinerario continua verso il mitico fiume Yukon col suo villaggio omonimo, quindi dritto a nord fino ad Arctic Village (Varazii khoo nella lingua dei Gwich'in), nel cuore dell'Arctic Refuge; da lì altre 3 settimane dritto a nord attraverso le montagne più belle (secondo me) e più selvagge della Terra, fino a "planare" verso l'Oceano Artico per la fine di Aprile, ma... un passetto alla volta!

 

3 villaggi in tutto dunque, da qui alla fine, in un territorio vasto come l'intera Italia, senza alcuna strada o altro: spero d'aver reso l'idea!

 

Il percorso dal 3 al 18 gennaio:

Tratto da Cantwell a Nenana attraverso l`Alaska Range:

 

-3 gennaio, Monahan Flats, 8 km in 5 ore.

-4   "       , Wells Pass, 13 km in 7 ore.

-5   "       , Louis Pass, 12 km in 7 ore.

-6   "       , Yanert River, 5 km in 5 ore (!!).

-7   "       , Dick Valley, 9 km in 9 ore e 650 metri di dislivello.

-8   "       , Little Grizzly Valley, 13 km, 7 ore.

-9   "       , Wood River Cabin, 8 km in 4 ore.

-10  "      , Wood River, 22 km in 4 ore!

(11-12: riposo)

-13  "      , Mystic Pass, 16 km in 7 ore.

-14  "      , Gold Creek, 21 km in 8 ore.

-15  "      , Tatlanika River, 23 km in 6 ore.

-16  "      , Totlatanika River, 21 km in 6 ore.

-17  "      , Windy Creek, 25 km in 9 ore.

-18  "      , Villaggio di Nenana, 25 km in 8 ore.

 

Temperature tra -30° e -43°.

 

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