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ARIO SCIOLARI guida alpina
Sono una guida alpina, ma amo anche gli spazi.
Spazi bianchi che mi portano la corsa indisturbata del vento, spazi di boschi senza fine che mi sussurrano di un'energia sconosciuta e primordiale, quella della Madre Terra.
Spazi che nascondono montagne remote, quasi senza nome, non “alla moda” per intenderci, ove ciò che conta è trovarmi lì, è esserci, respirare; ritrovare la mia affinità con la grande wilderness, quindi, con me stesso.
Da questo è nato il motto “Back to the Mother”: ritorno alla Madre Terra, ritorno ad un modo di andare per monti (ma no solo!!) non più basato sul dover “conquistare”, sulla “filosofia No Limits Man”, bensì su quella dell'ascolto, del ritrovare il legame perso con le nostre radici.
Un invito alla semplicità dunque.
“Back to the Mother” accompagna ormai da tempo ogni mia nuova traversata o ascensione in luoghi remoti (odio definirle imprese, tantomeno spedizioni…) ma diviene, prima di tutto, intento principale del mio essere guida, del mio portare in giro le persone, sia che si tratti di una gita tra i boschi delle Dolomiti, ove abito, sia che ci si trovi tra le nevi del Grande Nord.
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Ecco… in sintesi, la mia vita nella wilderness…
E' dall'età di 6 anni che ho preso a conoscere le “mie” Dolomiti con lunghe camminate; a 13 anni ho cominciato con l’arrampicata.
Dal 1982: attività continua di roccia, ghiaccio, misto e scialpinismo in Dolomiti e tutto l’arco alpino (in particolar modo sulle Occidentali).
Inverno 1988
Sci alpinistica delle Alpi.
Dai Tauri al Monte Bianco in 4 mesi.
Solitaria
Estate 1988
Pirenei
A piedi dal Mediterraneo all’Atlantico con salita alle vette principali.
Solitaria
Primavera 1989
Montagne del Sud, Norvegia
Dal 58° al 63° di latitudine nord.
In parte con Renato “Peliza” Sottsass.
Inverno 1992
Montagne d’Islanda
Tentativo di traversata integrale s/e n/o.
Con Gianni Gellera.
Estate 1993
Isole Lofoten, Norvegia
Traversata a piedi.
Con Nicola Alberti.
Gennaio 1994
Alpi del Lyngen, Norvegia
Traversata alpinistica nell’inverno artico.
Con Renato “Peliza” e Gianni Gellera.
Giugno 1994
Cordillera Blanca, Perù.
Salita all’Alpamayo (6000 mt) e al Chopicalqui (6400 mt).
Con Diego Stefani.
Gennaio 1995
Alpi del Sarek, Svezia.
Traversata alpinistica nell’inverno artico.
Con Renato “Peliza” Sottsass e Gianni Gellera.
Primavera 1997
ICEFIELD Ranges, Alpi del Saint Elias, Canada.
Traversata con salita della Cresta “Hummingbird” al Mount Logan (6000 mt).
Con Diego Stefani
Marzo 1998
Polo Nord, Canada.
Tentativo dall’Ellesmere Island.
Con Carlo Ianni e Thierry Petry.
Primavera 1998
Mount Bona (5005 mt), Alaska.
Via nuova con traversata parete sud/nord.
Con Marco Sala.
Novembre 1998
Daulaghiri (8167), Nepal: tentativo per la Cresta Nord.
Salita al Chulu IV (6500 mt) e al Sya Gang (6100)
Solitaria
Primavera 1999
Mount Blackburn (5000 mt), Alaska.
Cresta Nord
Con Renato “Peliza”, Mattia Mariani e Marco Sala.
Giugno 1999
Misty Fiords Wilderness, Alaska.
Traversata in kayak di remota zona selvaggia.
Con Mattia Mariani.
Primavera 2000
Isole Svalbard (Spitzbergen), Artico.
Spedizione alpinistica esplorativa con salita di 15 cime vergini.
Con Marco Tosi, Andrea Segalin, Elena Pedone, Gianmario Riganti, Marco Sala.
(vedi Alp n°7 Grande Nord, pag 106).
Inverno 2000/2001
Traversata Invernale Solitaria della Norvegia ed Alpi Scandinave.
3000 km in sci in 5 mesi nella notte artica.
(Vedi “La Rivista della Montagna”, n° 253, dicembre 2001).
Agosto/Dicembre 2004
Traversata solitaria delle Rocky Mountains:
British Columbia e parte dello Yukon (Canada) con salita alle vette principali (tra cui: Mount Athabasca per Cresta Nord, Mount Edith Cavell, parete Nord, Mount Robson per Cresta Nord).
In preparazione:
“AAK - Alone Across Alaska”, 7 mesi in sci fino a Point Barrow, 71° latitudine nord.
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