Ario Sciolari, guida alpina ed esploratore di San Vito di Cadore (autore del best seller Il Sogno del Lupo), racconta le sue avventure e la sua “filosofia” di ritorno a Madre Terra, ai ragazzi d'Italia.Ecco il resoconto dell'incontro con i ragazzi della scuola media di Cortina svoltosi qualche inverno fa:
Un puntolino nero piccolo piccolo in un nulla di stelle senza fine...
È la nostra Terra ragazzi, il nostro piccolo pianeta. E l'unica casa che abbiamo...
Queste prime parole, quell'immagine iniziale di una lunga proiezione di diapositive dal titolo “Ho parlato con i lupi, 3000 km in sci: in marcia per la Terra” ed è come se mi osservassero per la prima volta...
Duecento ragazzi di fronte a me quella mattina d'inverno della scuola media di Cortina.
Duecento occhi che sembravano aprirsi all'unisono per la prima volta. Come se per la prima volta, oltre la nebbia asfissiante di un mondo, oggi, incapace di proporre altro se non ciò che è apparenza, consumismo e così via, abbiano udito quella voce...
Poiché tutto questo, questo folle modo di vivere usa e getta, questa sempre maggiore mancanza di verità, pulizia e bellezza (“cose” sempre più distrutte oggi, come le ultime foreste, i lupi... e noi stessi), tutto questo cancella l'ascolto del proprio cuore, soprattutto, del proprio silenzio, della splendida gemma di luce che ognuno di noi porta dentro. E sono loro, i nostri ragazzi, coloro che percepiscono questo sfacelo, e ne soffrono più di tutti, anche se allettati o meglio, storditi dallo scintillio dei telefonini o della moda...e mille altre cose.
E dunque quegli occhi che come per incanto, man mano che vado avanti con le dia, sembrano aprirsi, illuminarsi per la prima volta...
Ascoltare per la prima volta, riconoscere...quella voce.
Ragazzi entrati poco prima con sguardi forse annoiati, lì giusto per perdere qualche ora, forse anche senza più grande interesse verso noi adulti..., ora erano lì e ascoltavano... e mi fissavano..
“Ho provato due emozioni contrastanti nel vedere quest'immagine”
ho continuato
“La prima quasi mi ha fatto piangere per la gioia: ho compreso la meraviglia di questo nostro pianeta e, soprattutto, ho colto il nostro dono più grande: quello di essere vivi e di esserlo su di esso! Ma la seconda emozione che ho provato è stata opposta: ho sentito paura, quasi terrore poiché, guardando quel puntolino, mi son detto: questa terra, la nostra unica casa, quel puntino circondato dal nulla, noi lo stiamo pian piano demolendo, lo stiamo massacrando; e questo va di pari passo con la distruzione del nostro essere, della meraviglia che ognuno di noi è come essere umano..
Poiché, continuo con i ragazzi muti e quasi commossi, ferendo la nostra terra è come lo facessimo a noi stessi...
Queste parole sono la Voce che ascoltano, Voce forse da sempre attesa, di cui avrebbero spietato bisogno, lo vedo da come ascoltano, lo leggo nei loro occhi seri, serissimi. Profondi...
Sì, dico a me stesso con un fremito di gioia ed emozione, sto davvero parlando ai loro cuori, Cuori ancora liberi..
E, come a rispondermi, più tardi, alcuni mi si sono avvicinati, ragazzi o ragazze di 12, 13 anni e mi hanno detto: “Grazie per aver parlato al nostro cuore. Grazie per non esser venuto qui a raccontarci anche tu dell'ennesimo telefonino o dell'ennesima partita o dell'ennesima moda... Sei stato qui e hai parlato la lingua del nostro cuore... da sempre attesa eppure mai udita prima...
È la nostra Terra ragazzi, il nostro piccolo pianeta. E l'unica casa che abbiamo...
Queste prime parole, quell'immagine iniziale di una lunga proiezione di diapositive dal titolo “Ho parlato con i lupi, 3000 km in sci: in marcia per la Terra” ed è come se mi osservassero per la prima volta...
Duecento ragazzi di fronte a me quella mattina d'inverno della scuola media di Cortina.
Duecento occhi che sembravano aprirsi all'unisono per la prima volta. Come se per la prima volta, oltre la nebbia asfissiante di un mondo, oggi, incapace di proporre altro se non ciò che è apparenza, consumismo e così via, abbiano udito quella voce...
Poiché tutto questo, questo folle modo di vivere usa e getta, questa sempre maggiore mancanza di verità, pulizia e bellezza (“cose” sempre più distrutte oggi, come le ultime foreste, i lupi... e noi stessi), tutto questo cancella l'ascolto del proprio cuore, soprattutto, del proprio silenzio, della splendida gemma di luce che ognuno di noi porta dentro. E sono loro, i nostri ragazzi, coloro che percepiscono questo sfacelo, e ne soffrono più di tutti, anche se allettati o meglio, storditi dallo scintillio dei telefonini o della moda...e mille altre cose.
E dunque quegli occhi che come per incanto, man mano che vado avanti con le dia, sembrano aprirsi, illuminarsi per la prima volta...
Ascoltare per la prima volta, riconoscere...quella voce.
Ragazzi entrati poco prima con sguardi forse annoiati, lì giusto per perdere qualche ora, forse anche senza più grande interesse verso noi adulti..., ora erano lì e ascoltavano... e mi fissavano..
“Ho provato due emozioni contrastanti nel vedere quest'immagine”
ho continuato
“La prima quasi mi ha fatto piangere per la gioia: ho compreso la meraviglia di questo nostro pianeta e, soprattutto, ho colto il nostro dono più grande: quello di essere vivi e di esserlo su di esso! Ma la seconda emozione che ho provato è stata opposta: ho sentito paura, quasi terrore poiché, guardando quel puntolino, mi son detto: questa terra, la nostra unica casa, quel puntino circondato dal nulla, noi lo stiamo pian piano demolendo, lo stiamo massacrando; e questo va di pari passo con la distruzione del nostro essere, della meraviglia che ognuno di noi è come essere umano..
Poiché, continuo con i ragazzi muti e quasi commossi, ferendo la nostra terra è come lo facessimo a noi stessi...
Queste parole sono la Voce che ascoltano, Voce forse da sempre attesa, di cui avrebbero spietato bisogno, lo vedo da come ascoltano, lo leggo nei loro occhi seri, serissimi. Profondi...
Sì, dico a me stesso con un fremito di gioia ed emozione, sto davvero parlando ai loro cuori, Cuori ancora liberi..
E, come a rispondermi, più tardi, alcuni mi si sono avvicinati, ragazzi o ragazze di 12, 13 anni e mi hanno detto: “Grazie per aver parlato al nostro cuore. Grazie per non esser venuto qui a raccontarci anche tu dell'ennesimo telefonino o dell'ennesima partita o dell'ennesima moda... Sei stato qui e hai parlato la lingua del nostro cuore... da sempre attesa eppure mai udita prima...
Sì, sono loro i Grandi Esseri, ancora connessi come amo sempre dire, come lo sono i lupi: connessi alla Terra, al Sacro ed Intimo Mistero dell'Essere...
È questo il dono più bello per me, questi sguardi, sapere d'aver lasciato in questi ragazzi La chiavicina a questo mondo nascosto, la coscienza di un'alternativa a tutto quanto oggi non rispetta più la Terra ed il vivere su di essa: l'amore per essa appunto e quindi un ritorno all'ascolto del proprio cuore, alla sua voce, anche se solitaria tra milioni..
E da questi incontri, un po' ovunque in tutte le scuole d'Italia, come una turnèe, da questi incontri vado dunque via arricchito e con tanta speranza in più
È da essi poi che nascono i Campi Nativi per ragazzi che da 20 anni, con Beatrice continuo ad organizzare. L'ultimo quello di venti giorni lo scorso luglio, è stato veramente il più speciale di tutti; 3 settimane spersi nella grande natura delle Dolomiti, alloggiati in tepee indiani, senza cellulari, video games, ipods o orologi, Il tutto come sempre improntato all'ascolto della Terra e di se stessi secondo la spiritualità dei Nativi Sioux, dei quali tra l'altro si fanno con le proprie mani vesti, dipinti, attrezzi e quant'altro. E' stata un'esperienza intensa, un segno lasciato lieve ma potente dalla Terra in ognuno di loro ma anche in me..
Lo scritto che segue (Io c'ero e vai su Lettera ai Custodi o su tutto il contenuto di Io c'ero) sintetizza quanto abbaiamo vissuto nonché lo spirito che metto in questi Campo Nativi, ma soprattutto, esprime il mio stupore nel vedere quanto questi ragazzi abbiano assorbito e fatto propria l'Antica Voce del nostro pianeta e quindi, di sè stessi (per ulteriori informazioni sui Campi Nativi, www.backtothemother.it. il prossimo sarà in Scandinavia, estate 2008!!)
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