Cortina d'Ampezzo Varie Libri Pensieri Contro la caccia! Arctic Refuge Al Gore Copenhagen 2009
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Il Grande Viaggio
"Il Sacro non è nelle chiese
Sacre sono le montagne, vere cattedrali della Terra...
Il Vangelo non è nella Bibbia
Il Vangelo è nei fiumi, è nel ruggito selvaggio dell'oceano, è nel silenzio delle stelle...
Questo è Sacro.
Ed il tuo Cuore.
Null'altro."
(Osho Rainesh)
Da anni vivo nei boschi d'alta montagna in compagnia di due lupi, Nanook e Miwok. Da anni vivo nel modo più povero ed essenziale possibile, al di sopra del luogo ove meno che altrove si vive in modo povero ed essenziale. Un luogo ove domina il culto del denaro, dell'apparenza "Vip". La negazione assoluta, quindi, dell'essere.
Vivo in silenzio, fuori da tutto e da tutti, nonostante la domanda frequente "che ci faccio ancora qui?". Son rimasto perché qui è "casa", o forse semplicemente, per il desiderio di vivere questi monti come più nessuno fa, forse come nessuno mai ha fatto; per ascoltarli, per tornare al canto antico della Terra, allo stupore di una notte sotto le selle e del fuoco che crepita verso le punte aguzze delle conifere; ogni sera, al posto della TV... Come un monaco d'altri tempi, in un mondo che non ha più tempo per ascoltare e per restare in silenzio. L'ho fatto per poter carezzare, confortare questa Terra, per apprendere da lei e non per sfruttarla e mortificarla, come unicamente accade tutt'attorno.
Forse andrò via, prima o poi e forse proprio per questo; non riesco più a contenere il dolore per questa cecità, per questa distruzione continua. Per questa violenza della gente, soprattutto quassù, così accecata dall'arricchirsi e null'altro, da vendersi fino all'ultimo pezzo di croda, fino all'ultimo bosco di larice...
Come e quando si fermerà questa distruzione? Forse, come dissero i Nativi Sioux, solo "quando l'ultimo tratto di verde sarà stato avvelenato e sepolto?".
Non ci si rende conto che, costruisci oggi, "valorizza" domani, alla fine tra qualche altro decennio il territorio non avrà più lo stesso volto; già resto sorpreso dal constatare quanto esso sia mutato nel corso della mia vita quassù; venti o venticinque anni fa, ad esempio, era possibile arrivare a Cortina con una lunga strada piena di curve, che s'inoltrava stretta sempre più tra i monti e le conifere. Era come un prepararsi, un arrivare pronti a un mondo fatto di silenzio, lontano, staccato dalla pianura, dalla città ... Per questo si andava su.
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