Inverno 2008: 3000 km in sci a -30°, da solo
Ario Sciolari, guida alpina esploratore (autore del best seller Il Sogno del Lupo, Corbaccio Editore) è noto non solo nell’ambiente alpinistico e in quello degli esploratori polari (è stato eletto socio onorario della Società Geografica Francese, per le sue numerose imprese nel Grande Nord) ma noto anche al pubblico di tutta Italia (e non solo) per il suo forte impegno ambientalista, cui lega appunto, ogni sua nuova impresa.
L’ultima, quella del 2006 (vedi articoli su Geo, novembre 2006 e La Rivista della Montagna, dicembre 2006), l’ha visto percorrere in solitaria in pieno inverno l’intera Alaska da sud a nord. Cinque mesi a piedi, tirando la piccola pulka (slitta con tutto l’occorrente per sopravvivere e battendo la traccia con gigantesche racchette da neve in legno. Una marcia di oltre 3000 km, una marcia di protesta a -40° per tentare di sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo l’intenzione delle compagnie petrolifere statunitensi di distruggere le ultime popolazioni Native di lassù per estrarre il poco petrolio.
Una marcia, in generale (con le sue parole) “ove ogni passo è stato come un atto d’amore ed una preghiera verso nostra Madre la Terra”.
Come per la precedente traversata invernale sempre in solitaria della Scandinavia (3000 km in 5 mesi) narrata appunto nel suo il Sogno del Lupo, queste poche parole racchiudono tutta la ”filosofia” di Ario.
Non a caso il suo sito è Back to the Mother (Ritorno alla Madre Terra) e non a caso egli odia definire queste sue traversate “imprese”. Spesso le chiama gite, durante le numerose serate che tiene in giro per l’Italia o, quando vuole essere più specifico, “semplici itinerari interiori per tornare alla nostra unica origine e madre, oggi più che mai calpestata ed allontanata, la Terra e, di conseguenza, a noi stessi”.
E di questa Terra, ogni volta, fondamentale è l’incontro con i Nativi di essa, da lui definiti i suoi Maestri.
Non a caso la traversata della Norvegia del 2001 fu dedicata ai Sami (Lapponi) mentre quella dell’Alaska, ai nativi Gwich’in, minacciati dalle compagnie petrolifere come detto prima.
Anche le nuova traversata in programma per quest’inverno 2008 che lo vedrà attraversare l’intera ---- (volutamente omesso, capirete tra breve perché!), vorrà essere una voce in favore di questo popolo a rischio (come i tanti altri ancora connessi alla Terra) di essere inghiottito dall’orrenda piovra del consumismo, del “benessere” e dell’ancor più fosca globalizzazione (per usare sue parole).
Ancora una volta, come ormai sua consolidata etica, Ario marcerà “by fair means”, vale a dire, senza alcun aiuto tecnologico quale telefono satellitare o radio, GPS ecc., ma anche, senza orologio, senza bussola e senza carte.
Una traversata “a vista” dunque, per usare un termine rubato all’arrampicata sportiva, ove fondamentale sarà il sentire e l’Ascoltare per ritrovare il legame con la Terra ma anche, (e fondamentale) per riuscire ad interpretarla al fine di procedere e raggiungere la meta.
La partenza è prevista per i primi di dicembre 2007. Ario conterà di marciare attraverso montagne ed altopiani e boschi selvaggi per oltre 4 mesi con una temperatura media di -30°, tirandosi dietro, sugli sci, la sua solita slitta rossa e con la preziosa, meravigliosa compagnia dei suoi 2 lupi cecoslovacchi Nanook e Miwok (NB: loro non tireranno nessuna slitta né porteranno borse: saranno “solo” compagni di viaggio!!) nipoti di Chinook e Mohawk, i protagonisti della traversata norvegese di 7 anni fa e del libro Il Sogno del Lupo.
Una piccola ma sostanziale differenza caratterizzerà questa nuova avventura rispetto le precedenti: Ario non vorrà svelare, raccontandola nel suo sito, il luogo e la meta di questa traversata. Solo alla fine, una volta in cima, verrà regalata questa grande sorpresa a chi lo avrà voluto seguire fino a lì (e, a chi ci tiene davvero, si consiglia la lettura del suo il Sogno del Lupo!).
Al termine di questo splendido libro, dopo oltre 4 mesi di marcia di fronte all’Oceano Artico in cima all’Europa, Ario scrive: “Osservo il vento cancellare la scia della slitta. Son quassù come un nomade e ciò che ho raggiunto è semplicemente quanto da sempre era dentro di me. Tanta strada per raggiungere un luogo così vicino… Un luogo che sono io stesso. Per questo ora, resterei qui, nel vento…”
In altre parole, non è la vetta o la meta, ciò che conta ma il perché, il cosa ci accade dentro per raggiungerla.
Una sfida alla modalità dominante di oggi sia in alpinismo che tra gli esploratori: volersi imporre sulla natura, voler stabilire un record, volersi mostrare “No Limits Man”.
Una sfida, quella di Ario, ma al contempo, per chi saprà coglierlo, un invito, invito che poi da sempre è parte del suo modo di essere e di muoversi attraverso gli spazi bianchi della Terra; invito a ritrovare il proprio cuore, il proprio silenzio, invito a farlo tornando a rispettare ed amare la Madre Terra ”...perché non ci occorre altro, è tutto qui, dentro di noi, il tesoro più grande!”.
Chi vorrà seguirlo attraverso questa sua nuova Traversata dell’Essere, potrà visitare il suo sito www.backtothemother.it da metà gennaio 2008 in poi.
L’ultima, quella del 2006 (vedi articoli su Geo, novembre 2006 e La Rivista della Montagna, dicembre 2006), l’ha visto percorrere in solitaria in pieno inverno l’intera Alaska da sud a nord. Cinque mesi a piedi, tirando la piccola pulka (slitta con tutto l’occorrente per sopravvivere e battendo la traccia con gigantesche racchette da neve in legno. Una marcia di oltre 3000 km, una marcia di protesta a -40° per tentare di sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo l’intenzione delle compagnie petrolifere statunitensi di distruggere le ultime popolazioni Native di lassù per estrarre il poco petrolio.
Una marcia, in generale (con le sue parole) “ove ogni passo è stato come un atto d’amore ed una preghiera verso nostra Madre la Terra”.
Come per la precedente traversata invernale sempre in solitaria della Scandinavia (3000 km in 5 mesi) narrata appunto nel suo il Sogno del Lupo, queste poche parole racchiudono tutta la ”filosofia” di Ario.
Non a caso il suo sito è Back to the Mother (Ritorno alla Madre Terra) e non a caso egli odia definire queste sue traversate “imprese”. Spesso le chiama gite, durante le numerose serate che tiene in giro per l’Italia o, quando vuole essere più specifico, “semplici itinerari interiori per tornare alla nostra unica origine e madre, oggi più che mai calpestata ed allontanata, la Terra e, di conseguenza, a noi stessi”.
E di questa Terra, ogni volta, fondamentale è l’incontro con i Nativi di essa, da lui definiti i suoi Maestri.
Non a caso la traversata della Norvegia del 2001 fu dedicata ai Sami (Lapponi) mentre quella dell’Alaska, ai nativi Gwich’in, minacciati dalle compagnie petrolifere come detto prima.
Anche le nuova traversata in programma per quest’inverno 2008 che lo vedrà attraversare l’intera ---- (volutamente omesso, capirete tra breve perché!), vorrà essere una voce in favore di questo popolo a rischio (come i tanti altri ancora connessi alla Terra) di essere inghiottito dall’orrenda piovra del consumismo, del “benessere” e dell’ancor più fosca globalizzazione (per usare sue parole).
Ancora una volta, come ormai sua consolidata etica, Ario marcerà “by fair means”, vale a dire, senza alcun aiuto tecnologico quale telefono satellitare o radio, GPS ecc., ma anche, senza orologio, senza bussola e senza carte.
Una traversata “a vista” dunque, per usare un termine rubato all’arrampicata sportiva, ove fondamentale sarà il sentire e l’Ascoltare per ritrovare il legame con la Terra ma anche, (e fondamentale) per riuscire ad interpretarla al fine di procedere e raggiungere la meta.
La partenza è prevista per i primi di dicembre 2007. Ario conterà di marciare attraverso montagne ed altopiani e boschi selvaggi per oltre 4 mesi con una temperatura media di -30°, tirandosi dietro, sugli sci, la sua solita slitta rossa e con la preziosa, meravigliosa compagnia dei suoi 2 lupi cecoslovacchi Nanook e Miwok (NB: loro non tireranno nessuna slitta né porteranno borse: saranno “solo” compagni di viaggio!!) nipoti di Chinook e Mohawk, i protagonisti della traversata norvegese di 7 anni fa e del libro Il Sogno del Lupo.
Una piccola ma sostanziale differenza caratterizzerà questa nuova avventura rispetto le precedenti: Ario non vorrà svelare, raccontandola nel suo sito, il luogo e la meta di questa traversata. Solo alla fine, una volta in cima, verrà regalata questa grande sorpresa a chi lo avrà voluto seguire fino a lì (e, a chi ci tiene davvero, si consiglia la lettura del suo il Sogno del Lupo!).
Al termine di questo splendido libro, dopo oltre 4 mesi di marcia di fronte all’Oceano Artico in cima all’Europa, Ario scrive: “Osservo il vento cancellare la scia della slitta. Son quassù come un nomade e ciò che ho raggiunto è semplicemente quanto da sempre era dentro di me. Tanta strada per raggiungere un luogo così vicino… Un luogo che sono io stesso. Per questo ora, resterei qui, nel vento…”
In altre parole, non è la vetta o la meta, ciò che conta ma il perché, il cosa ci accade dentro per raggiungerla.
Una sfida alla modalità dominante di oggi sia in alpinismo che tra gli esploratori: volersi imporre sulla natura, voler stabilire un record, volersi mostrare “No Limits Man”.
Una sfida, quella di Ario, ma al contempo, per chi saprà coglierlo, un invito, invito che poi da sempre è parte del suo modo di essere e di muoversi attraverso gli spazi bianchi della Terra; invito a ritrovare il proprio cuore, il proprio silenzio, invito a farlo tornando a rispettare ed amare la Madre Terra ”...perché non ci occorre altro, è tutto qui, dentro di noi, il tesoro più grande!”.
Chi vorrà seguirlo attraverso questa sua nuova Traversata dell’Essere, potrà visitare il suo sito www.backtothemother.it da metà gennaio 2008 in poi.



