Antartika 2010 - Aggiornamenti


Aggiornamenti curati da Annalisa, la dolce metà dell'esploratore...


1 febbraio 2010
Sweeney Mountains – Penisola Antartica

Due mesi di preparazione molto intensa su nel grande Nord ove Ario è di casa: solamente tra i -30 e le tormente delle montagne lapponi è stato possibile, a cavallo del buio periodo natalizio, trovare e ricreare le stesse (o quasi) condizioni che Ario ed i suoi lupi hanno da pochi giorni cominciato ad affrontare giù, all'estremo sud del mondo, nella grande Antartide selvaggia ove l'estate (se proprio di estate si può parlare...) non durerà ancora a lungo.
Il grande Viaggio, ancora una volta interiore, di questo esploratore dell'anima d'altri tempi è dunque cominciato; un po' in ritardo, a dire il vero, sulla tabella di marcia, causato da una lieve irritazione alla pelle che aveva momentaneamente causato la caduta del folto pelo invernale del lupo Nanook, un cappottino più che mai indispensabile giù nel gelido continente di ghiaccio. Tutto si è comunque risolto al meglio ma questo ha costretto Ario ed i suoi lupi a dover rinunciare al tanto atteso avvicinamento con la grande imbarcazione a vela prevista all'inizio. L'altro ieri, un piccolo aereo della Southern Limits ha depositato l'esploratore ed i suoi 2 compagni a 4 zampe ai piedi delle Sweeney Mountains nella Terra di Ellsworth.
I tre son già in marcia dalla latitudine di circa 71 gradi sud; si muovono tirando ognuno una slitta a testa; 2000km di terreno selvaggio li attendono ora innanzi, circa 3 mesi e un solo deposito nel mezzo... La meta è a 62 gradi di latitudine sud.
Buona fortuna Ario!

(Le sue ultime parole al satellitare, appena rimasto solo sulla ghiacciata Bryan Coast sono state brevi ma io, come al solito, ho pianto:
"Mi manca il fiato; mai prima mi ero sentito così solo, è come mi avessero lasciato su Marte... È così lontano tutto quel mondo, tutta l'ignoranza, tutta la cattiveria... Quanto mi circonda, nonostante il vento forte e i -40 che mi hanno accolto, è di una BELLEZZA indescrivibile...
Ma la bellezza che percepisco dentro, nonostante questa solitudine, è ancora più vasta degli spazi da capogiro che mi attorniano...: poiché sto per tornare a Casa, dentro di me, attraverso la Terra Madre, forse come mai prima... Lontana la spazzatura di chi ha voluto incastrarmi, per invidia, odio ed ignoranza: la percepisco, da qui, come appartenesse ad altro pianeta..."


Sì, buon Viaggio, Ario...

(per contattarlo: ariosci@tin.it oppure, brevi messaggi sul 335 52 92 354, ma non attendetevi risposte immediate...!).

18 Febbraio 2010

Batterbee Mountains, 68 gradi sud, Penisola Antartica.

Esser a casa avvolto da questo vento...
Andare attraverso gli spazi sconfinati sospinto ed avvolto da queste tormente soffici (poiche la neve corre come polvere, impalpabile!); sentirla, la neve di questa terra così lontana dal mondo, così nel... grembo della Terra; percepirla sotto gli sci veloci come se essi fossero i miei piedi. Non esser altro che questo, da settimane ormai, è come fossi qui da sempre e null'altro contasse; per questo sono a Casa...: avvolto, accolto...

Qualcosa di antichissimo ospita questi miei timidi passi, su una Terra primordiale che non parla ancora il linguaggio dell'uomo: lo sento dentro, commuove ogni frammento di me... Per questo il "mio" mondo, quello lasciato settimane fa, appare remoto, improbabile, irreale.

Il canto del vento è selvaggio: la tenda freme nelle raffiche più forti. Quanto piccolo e fragile questo ricovero...: esso è tutto quanto mi isola e protegge dalla possente immensità che mi respira attorno; sento di essere insignificante, un nulla, eppure non sono perso, soprattutto, mai come ora mi sento parte, mi sento accolto... È così anche nel corso delle lunghe ore di marcia mentre gli sci scivolano come se fossero portati e, solo, vi è il mio cuore, il respiro che si gela sulla barba, sulla giacca...: puntino di nulla appunto, non avere altro che me stesso, non esser altro che me stesso. Questo l'unico calore in tanta immensità, ed è straordinario, e non ci sono le parole... Mi fa tremare in certi momenti ma, sempre, è energia pura, profondo senso di pace.

Assieme ai miei lupi avanzo tra i ghiacci in fondo al pianeta quelli che... così percepisco, più guardano in volto il gran balzo nel cosmo, il viaggio spettacolare che compiamo, attraverso le sue stelle...

Quale altra meraviglia...?

Mia la strada ogni giorno, mia la vita, ad ogni passo; nulla e nessuno su cui contare. Solo a lei, la Terra Madre, come sempre, affidarmi; solo a me stesso, come in ogni istante sin da quand'ero bimbo, credere. Solo dal canto selvaggio e libero del mio cuore lasciarmi condurre... NULL'ALTRO conta, nessuna ricchezza piu grande potrei mai desiderare...: quanti mi comprendono davvero?

Quanti ne avrebbero il... coraggio di tutti coloro che quest'inverno puntano il dito... Ma da qui, dalla grande terra Antartica ove appunto l'uomo e la sua meschinità, piccolezza, ignoranza, l'uomo e la sua paura di affacciarsi dall'uscio sicuro e iper protetto di casa-società, l'uomo ed il suo terrore di provare il vento della vita, la sua paura stessa di vivere e di ESSERE (per questo punta il dito e giudica, per questo ha paura di chi vola alto, di chi segue strade non tracciate, ove sole, volano le Aquile, ove, uniche compagne a rischiarare il cammino, vi son le stelle...); da qui, dicevo, ove tutto questo non è giunto..., di questo, non voglio più parlare. Anche se sarei tentato: ma deturpare questa bellezza, portare anche quaggiù tanto e tale pattume, tanta e tale menzogna, non posso: allora, preferirei rinunciare. Tornarmene a casa...

Il gelo è costante compagno, tra i -30 ed i -40. Non molla mai neppure quando il vento soffia forte (sono abituato a quello della “mia” Scandinavia quando il vento per quanto feroce è sempre sinonimo di Atlantico, quindi, di temperature piu "miti").

L'"estate" antartica sta finendo; non che mai siano sbocciati i fiori...; solo, lo si nota dal sole che torna a tramontare la notte. Vado verso nord, mi allontano dal grande buio che avanza, ma è una lotta impari...; me ne accorgerò presto tra qualche settimana.

La neve, cementata dal vento costante, è perfetta per sciare tirandomi dietro la pesante slitta; anche Nanook e Miwok mi seguono, tirando anch'essi una slitta ciascuno: al momento, teniamo una media di circa 30 km giornalieri e, se la neve resta tale, possiamo continuare a farlo senza difficoltà.

Ho qualche problema con la ricarica delle batterie del mio piccolo computer: il pannello solare sembra patire il freddo (possibile??) o non so cosa... In più, scrivere qui in tenda a -40, non è davvero esaltante! Per queste ragioni, dopo essermi divorato la parca cena, preferisco sempre infilarmi bello al caldo all'interno del sacco a pelo, i lupi sistemati uno per parte. Ed ascoltare il vento. Ed il silenzio dentro di me: sempre più forte.

Per questo non scrivo spesso.

Buonanotte dalla culla della Terra!

Ario&Lupi!


27 febbraio 2010

Eternity Range
Tormenta, wind chill -60

Da oltre 50 ore la tormenta mi avvolge feroce. Ho perso ogni nozione del tempo, per quel poco che ne era rimasta... Chiuso nel sacco a pelo, non mi son mosso se non per farmi qc da bere e per scrivere queste poche righe. Non mi riesce comunque più di inviarle come mail, spero presto di risolvere, intanto, scrivo, per quel che posso. La tenda era scossa stamattina ancora da raffiche possenti e né io né i lupi ci siamo mossi, un riposo comunque ben accetto. Ora però, nonostante il vento continui ad urlare, la tenda è quieta: la neve si è accomulata fin al punto di cingerci ora come un fortino, ma se continua, dovrò uscire a liberarla....

Ore 20.00, rientrato ora, il vento glaciale mi strappa la pelle! Ogni traccia di noi fuori è svanita, le slitte, gli sci, la tenda stessa, son dovuto uscire a spallate e ho lavorato sodo per disseppellire tutto. Adesso il vento canta forte ma sembra pian piano calmarsi. Grande Casa Antartide, sento che mi proteggi, che mi avvolgi ed accogli sempre più a te: son nel tuo grembo, sempre più. Non posso aver paura...


1 marzo 2010

Problemi al momento con la connessione via mail per Ario; tutto comunque ok, percorsi ad ora oltre 800 km sugli sci. appena risolto il problema arriveranno ultimi aggiornamenti! Forza Ario!!

Aggiornamento diario del 1° marzo - 02/04/2010:

1 marzo 2010
Cosa sto attraversando?
Attraverso cosa stiamo andando...?
Son ormai 40 giorni che passo in compagnia dei miei lupi in un mondo di tale bellezza da stentare ancora a coglierla dentro me. E` come se non riuscissi a contenerla. spazi bianchi perfetti e senza fine e montagne su cui forse uomo mai ha posato lo sguardo, sorgono improvvise e nette qua e la, catene intere senza nome, vastissime, circondate dal nulla di questi spazi bianchi... Catene possenti di puro ghiaccio, di sola neve, solo qua e la lo scuro di rocce antichissime, emerge. E il sole le esplode di luce al punto da farmi gridare e al tramonto il rosa diviene mozzafiato sulle creste piu alte cosi come nelle insondate profondita ove gli spazi invece si insinuano piani come oceani... e grido tale e`la bellezza, spesso perche non mi riesce contenerla, troppo piccolo il mio cuore, e`come implodere, occorre esternarla. E questi spazi mi attendono, remoti da capogiro...ed apparteniamo solo a questo...
Sorrido allìdea originale, alla partenza: salire piu vette possibile... Per ognuna di esse mi rendo conto ora, occorrerebbe un mese in piu. Gia tanto esser qui, sento dentro con riverenza e gratitudine, gia tanto riuscire a passare, avanzare attraverso i ghiacci Antichi.


3 marzo 2010 - Aggiornamento del 2/4/2010:

3 Marzo 2010

Osservo le forme del vento mentre passo sulla neve perfetta. potrei tranquillamente camminare senza sci e sfondare di pochi cm. E`come passassi attraverso un lago increspato appena dalla brezza, tante ondine di neve, come tante alture viste da un aereo, i Nunatak stessi attraverso i quali son passato le scorse settimane. E mi par allora di esser un gigante che passa con i suoi sci sopra una seconda Antartide ma in "miniatura". cÈ`QUELLA SCONFINATA CHE MI ATTORNIA E FA DI ME UN nulla e cè questa che scivola sotto i miei sci ad ogni passo, passo dopo passo, proprio per adattarla ad essi e non esserne sopraffatto. E queste creste di neve, queste ondine scolpite dal vento diventano di una bellezza unica quando il sole e`sceso e con gli ultimi raggi rosati investe di sbieco le mie catene montuose in miniatura...e`allora un gioco cromatico ove ombre si alternano all`intensa luce e mi sembra davvero di sorvolare, ad ogni spinta degli sci, intere catene montuose.
Non e`lo stesso andare quando invece, e purtroppo capita spesso, sempre per il vento, queste "ondine" son alte quasi mezzo metro invece che pochi centimetri. son allora i cosidetti Sastrugi, vere e proprie onde di neve dure come cemento attraverso le quali andare e`un massacro. Ma non cè`alternativa. Si cerca di zigzagare quando possibile, altrimenti e`davvero estenuante attraversare queste zone, su e giu in continuazione con la slitta che sobbalza. Anche per i lupi e`un lavoro bello duro...
Vento..., voce e tracce del vento sempre, ovunque, in ogni istante. La sera dopo 8 ore di marcia, quando mi fermo e monto la tenda lui tenta di portarmela via; ormai e`diventato un rituale, la danza di fine giornata!
Ora siamo in tenda. I lupi riposano stretti ai miei fianchi. Sembra una vita ormai che viviamo cosi, con nulla, e in modo estremamente essenziale. Ed e`come non fosse mai esistito altro...
Il vento canta forte attorno alla tenda ma per come l`ho recintata di neve, appare lontano, sussurro magico e selvaggio...
Notte!


5 marzo 2010

Circolo Polare Antartico
-45

Stelle che non conosco sovrastano nuovamente i cieli del Sud. L'estate Antartica è terminata e, benchè il mondo che mi circonda nel suo biancore assoluto non sia mutato, ora le notti son tornate buie, ora soprattutto, il gelo è costante, sfibrante. Marciamo ogni giorno da ormai 6 settimane e la temperatura adesso non è mai superiore ai 45 gradi sotto zero- il naso e gli zigomi, già bruciati dal sole delle settimane scorse, son ora scuri per il gelo continuo. Quando il vento è frontale non c'è verso che riesca a scaldarli, nonostante la doppia maschera di lana e Thinsulate alta fin sotto gli occhi. Scongelarla, la sera, è un'impresa; poiché divenuta un tutt'uno con la barba. Ci vuole tempo, è un rituale lento e lungo, ogni sera di fronte al fornello. Ad esso, poi, sfilate le mie scarpe gelate, segue la cura degli splendidi esseri che mi accompagnano il cui pelo è così folto quest'anno, da sembrare in esso sprofondati: è il mantello dell'Antartide, dono del grande continente Bianco che ci accoglie; la muta di esso in primavera, avrò cura di conservarla, ogni singolo ciuffo, vi farò un cuscino Sacro!

Primavera... casa...esiste ancora tutto ciò? Casa, soprattutto, al di là di questa, non me ne appare più altra... Son settimane che andiamo attraverso gli spazi. Settimane che non altra, è la voce del vento a farmi compagnia; ormai mi ha pervaso, ormai ha spazzato via da me ogni traccia di pensiero, ogni fardello portato dal mondo “civile”. Poiché è il Vento di una Terra ancora pulita, selvaggia; è il Vento che corre libero attraverso gli spazi senza fondo e giunge a me come Fiaba Antica, ed è l'unica in cui il mio cuor si riconosce... questa la pace che mi cala dentro, vasta e sconfinata come questo continente: il non aver bisogno d'altro. Il calore col quale sono a Casa qui in fondo al Pianeta, grazie al quale attraverso gli spazi sconfinati battuti dal vento glaciale.

Ogni giorno non esiste altro se non questo andare. Nel vento, al cospetto di ghiacci e monti possenti, remoti eppur sovrani, oppure nel semplice “white out” che limita la vista alla solo a punta dei miei sci; così, i miei lupi al mi fianco, centrato, un passo dopo l'altro... e se a tratti il Vento tace, è questo scivolare dei miei sci sulla neve perfetta; e se mi fermo alcuni istanti, subito i cristalli soffiati ricoprono le punte blu, colorate e con le scritte dei bimbi dei miei Campi; e qualcosa in me sussurra...: “Io sono qui..., solo noi siamo qui...”.

Ma della cura per i miei angeli lupi, dicevo; ogni sera il rituale è lungo: devo sfilare loro i “booties”, le scarpette speciali che indossano durante la marcia, a protegger i loro polpastrelli dal danno causato dalla neve troppo asciutta. Controllo per bene che tutto sia in ordine quindi vi spalmo sopra la crema speciale e tutta naturale che Asa, la musher svedese, mi ha regalato a gennaio. Nanook e Miwok attendono questi momenti per l'intero giorno; beati assorbono le mie cure. Straordinari esseri, chieder così poco, anzi, nulla eppure, quanta dedizione..., quanta lealtà, bellezza e Verità.

Da settimane non esiste altro che questi ritmi: i miei lupi, vestirli con una tuta speciale nelle tormente più micidiali in cui a -40 di termometro, con vento a 60 orari se non più, la temperatura scende a -80... e per quel che riguarda me, controllare continuamente gli zigomi, le punte delle mani, tenere sempre caldi i piedi; ogni mattina, questa, è una lotta, appena partito... ma lo è anche la sera dopo 8 ore di marcia e una per preparare a dovere la tenda: appena entro devo sfilarmi rapidamente gli scarponi poiché i piedi non li sento quasi più... Ma che lotta! La parte interna, due calze di lana di 1 cm di spessore l'una (con filamenti di erba Suoine intrecciati dentro, capolavoro dei Saami, i lapponi), non ne vogliono sapere di venir via dalla scarpa vera e propria, il grande “stivale” della Sorel da – 50 e lo sforzo è tale che ogni volta, mio malgrado, sudo! Appena sfilate le calze tiro fuori il piede che subito metto sopra il fornello già acceso. Quando il calore è tornato infilo calze asciutte, una scarpetta imbottita per la notte e mi infilo nel sacco a pelo sintetico da -60. poi, dopo cena, scongelo le due calze di lana in modo che prima di dormire posso rimettermele addosso: sì, è l'unico modo, grazie al mio calore, di asciugarle e trovarle perfette e già ai piedi la mattina. Lo stesso vale per i guanti, la maschera e tutto quanto devo asciugare: dentro il sacco a pelo!

E questa è un'esperienza difficile da descrivere: nel mondo di ghiaccio, nel mondo che non ospita l'uomo..., io stesso, col semplice calore del mio esistere, sopravvivo: nessuna casa, nessun riscaldamento, nulla che sia da fuori... E' tutto in me, e tutto grazie a me. Alla stregua dei miei splendidi compagni lupi. Hanno il loro solo mantello a proteggerli. Hanno una sola fiducia: quella in me. E ora..., che il ritardo di 1 mese accumulatosi alla partenza, inizia a pesarci, so che non potrò più farli marciare a lungo in queste condizioni. La notte Antartica che presto annullerà il giorno, cala veloce; il freddo si fa sempre più feroce, esaurisce rapido ogni riserva d'energia. Soprattutto, l'aereo che dovrà venirmi a recuperare non potrà più venire se la stagione si fa troppo avanzata.

Ma dentro, sconfinata, mi cresce bellezza. E PACE....

Ario


7 marzo 2010

Ario ha passato pochi giorni fa la linea del Circolo Polare Antartico, già un piccolo primo traguardo! Tieni duro!


7 marzo 2010, il dettaglio fino ad ora
1 febbraio 2010, 26 km, Sereno -20, Sweeney Mountains, 71° lat sud.
2/2, 25 km, Sereno, -22
3/2, 28 km, Sereno, -30
4/2, 31 km, Sereno, -28
5/2, 27 km, Variabile, vento, -30
6/2, 30 km, Sereno, -33
7/2, 26 km, Sereno, vento, -26, Seward Mountains, 70° lat. Sud.
8/2, 28 km, Vento forte, sereno, -34
9/2, 25 km, Vento forte, variabile, -30
10/2, 33 km, Coperto, vento, -25
11/2, 30 km, Variabile, -36
12/2, 28 km, Sereno, -35, Goodenough Glacier, 69° lat. Sud.
13/2, 30 km, Sereno, -37
14/2, 32 km, Sereno, -32
15/2, 29 km, Vento forte, -40
16/2, 30 km, Vento forte, -40
17/2, 24 km, Sereno, -44
18/2, 27 km, Sereno, vento, -34, Batterbee Mountains, 68° lat. Sud.
19/2, 30 km, Vento forte, -32
20/2, 33 km , Neve sottile, vento, -20
21/2, 20 km, Coperto, -27
22/2, 24 km, Coperto, -24, Eternity Range,67° lat. Sud.
23/2, 20 km, Sereno, -40
24/2, 26 km, Sereno -42
25/2, 30 km, Sereno, vento forte, -44
26 e 27/2, Tormenta, -60,
28/2, 30 km, vento forte, -43
1° Marzo 2010, 28 km, Vento forte, -44
2/3, 26 km, Vento molto forte, -46, Bowman Coast, 66° lat. Sud.
3 e 4 marzo, Tormenta, - 58.
5/3, 31 km, Sereno, -45, Circolo Polare Antartico!
6/3, 29 km, Sereno, -46, Larsen Icefield.
7/3, 20 km, Sereno, -43

8 marzo 2010 - Aggiornamento del 3/4/2010:

8 marzo 2010

Il peso della slitta mi ha piagato i fianchi, i piedi son devastati dalle vesciche che tento di proteggere con cerotti ovunque... Il gelo addormenta il naso e gli zigomi son ormai scuri, le mani arrossate e gonfie perche spesso devo lavorare senza guanti... Vivo in un freezer continuo, tutto e`perennemente incrostato di ghiaccio per quanto tenti di non sudare, lùnica tregua e`IL MOMENTO IN CUI POSSO INFINE INFILARMI NEL SACCO A PELO, ESAUSTO.
Ma...cosa mi cresce dentro...?
E i miei occhi soprattutto, che luce devono avere?
Oggi, soprattutto, come poter esprimere cio che ho visto...?
Nel gelo del vento frontale come ho raggiunto la sommita del vasto plateau tra i Nunatak dellÀltopiano Oscar II, ampia e vasta mè`apparsa la grande terra primordiale, come fossi sullòrlo del mondo ove in fondo, in selvagge profondita, come inghiottite o emergenti dalla terra, una selva di vette mè`apparrsa possente nel sole radente del pomeriggio. Ho urlato nel vento, bellezza primordiale, la grande Terra Madre quale essa e`nel suo aspetto piu sconosciuto, ove nessun uomo ho posato occhio... Un varco, mè`parso, piu che bellezza, su cio che e`il cuore selvaggio di ogni cosa..., come avessi visto dentro di me: medesime luci, medesimi picchi, castelli, cattedrali... Il varco..., lìstante in cui cade tutto: coglierlo, anche per una sola volta, vale unìntera vita!
Ho gridato e poi commosso, e incapace di credere, mio son inginocchiato nel vento che strappa la pelle e ho sussurrato "Grazie Terra per farmi essere su di te!"
Dove siamo e cosa ho ancora negli occhi....?


10 marzo 2010

COMUNICATO SATELLITARE:
RAGGIUNTO OGGI DEPOSITO CIBO LASCIATO A FEBBRAIO DALL'AEREO.
IMMAGINIAMO IL FESTINO DI ARIO!

Aggiornamento del 3/4/2010:

10 marzo

Oggi ho raggiunto il deposito di cibo (unico dellìntera traversata) lasciato dal pilota dellàereo dopo avermi lasciato sui ghiacci 10 giorni fa.
Ricevo spesso mail ove mio chiedete "ma cosa mangiate? e che vestiti usi? e cosi via..."
Be`, vi sorprendero ma anche io come Scott o Amundsen un secolo fa, in barba a tutti i bei completini ultra tecnologici di oggi, uso solamemte lana e cotone. E non e` certo per emulare quegli esploratori del passato, forse semplicemente per continuare ad onorare tutto cio che e`semplice ed autentico, come faccio da tempo in ogni aspetto del mio vivere. Lana dunque dalla testa ai piedi, e rigorosamente norvegese! A parte gli splendidi maglioni che uso da una vita, il senso di calore e seconda pelle che donano le grosse calze, le calzamaglie e la maglia e`semplicemente impareggiabile. E sopra, a proteggermi dal vento e dalla neve, sovrapantaloni e grossa giacca in cotone bello robusto della norvegese Nørrona, nulla di piu pratico e traspirante quando le temperature son costantemente ben al di sotto dello zero come ora.
Per quel che riguarda il mangiare, forse un po dìnvidia al povero Scott penso invece di farne: pasti (sempre norvegesi) gia preparati (basta aggiungere acqua bollente) e dùna bonta unica (oltre che varieta, un vero menu!).
A questi aggiungo grana, burro, salmone affumicato.
I lupi invece hanno il loro cibo specifico x le grandi attivita in clima estremo, una dieta che si basa sulle 5000 calorie giornaliere circa alla quale, ogni 3 giorni, come regalo aggiungo il prezioso salmone affumicato che mi porto dietro: penso sia il momento piu bello atteso dai miei magici compagni, potersi divorare (in pochi secondi!) quella leccornia!!


15 marzo 2010 - Aggiornamento del 3/4/2010:

15 marzo 2010

Si puo immaginare un vivere piu povero ed essenziale di questo?
Usare la stessa pentola, gli stessi abiti, lo stesso pezzetto di matita per mesi... Poter ogni sera dopo cena ascoltare semplicem il vento, come quando a casa nella mia baita tra i monti osservo a lungo le braci nella piccola stufa svanire lente.
Appartenere a questo silenzio. Essere in ogni istante, al di fuori di ogni altra distrazione: e non aver bisogno dàltro. Questi ritmi antichi, semplici, essenziali..., come làndare attraverso gli spazi, come la neve stessa ed i ghiacciai che sfioro appena con i miei sci... Tutto e`Antico qui. Come noi umani. Ma tornare a scoprirlo, tornare a percepirlo dentro se...: questo e`possente.
Ascolto il vento prima di dormire, ancor prima di chiudermi nel sacco a pelo. Cosi come si guarda la TV, io ascolto il vento, finquando la temperatura in tenda, spento il fornello, non scende pian piano, io resto in ascolto.
E lo ascolto in marcia e nel sonno. Non ce`stato istante senza di esso, da quando siamo partiti ed ora dentro di me, se gia lo era prima, e`un canto di pace che quasi mi fa piangere: per la bellezza di essere qui, di esserci... semplicemente. E`dolce ogni sera potersi affidare a questo canto. Ce`una luce profonda in ogni mio respiro, quiete senza pensieri.


18 marzo 2010 - Aggiornamento del 3/4/2010:

18 marzo

Come ogni sera prima di dormire ho messo fuori la testa e... ce`la grande Dama Australe, l`incredibile Aurora che annuncia il ritorno dellìnverno quaggiu. La sua danza solitaria che pare abbracciare tutta la terra di ghiaccio, e`come làlito di un gigante, Antico Custode della Terra che torna ogni volta a danzare come una carezza quando le notti si rifanno buie. Esser testimone di questo abbraccio, rito primordiale...: esser qui... Come posso andare via? Come potro tra non molto lasciare tutto questo? Come potro separarmi da cio che ormai e`divenuto il mio stesso respirare...
La penisola Antarticca va giorno dopo giorno assottigliandosi attorno a me man mano che procedeo verso nord; non posso ancora scorgere il mare ma lo avverto sia da una parte che dallaltra. Continuo a seguire l`infinito altopiano montuoso di ghiacci, ghiacciai e vette, dorsale unica della penisola da qui si dipartoono in continuazione ghiacciai che scendono verso la costa; unica apprensione, come da sempre e`stato sin dalla partenza, i crepacci; ma la neve ricopre e richiude tutto con gran eleganza quasi ovunque. La bellezza e la perfezione che mi circondano sono senza pari, non smetterei piu di marciare attraverso questo paradiso.


20 marzo 2010 - Aggiornamento del 15/4/2010:

20 marzo 2010

LÀurora Australe si accende nel cielo antartico mentre monto la tenda ormai al buio. E`impressionante esser testimone della luce che lascia questa terra. Se dovessi restare qui ne sarei inghiottito, strappato via... se ci penso, questo e`lùnico continente che mai ha conosciuto popolazione umana...
Penso a casa ove ora invece si va verso la primavera...; i primi prati tra breve, il profumo dei fiori alpini a giugno, i rododendri dei miei monti... come pare di respirarli se solo chiudo gli occhi.. Come mi pare nulla mai esistito..., a tal punto da qui remoto. Forse solo sognato...
Paura e stupore. Lasciar andare cio che conosco..., il balzo.
Cè una poesia silenziosa in queste ultime settimane quaggiu. Son a casa in me, oltre ogni pensiero, come mai mi era ancora capitato prima.
A casa in te, grande Terra Madre.


21 marzo 2010

Primo giorno d'autunno in Antartide; ancora problemi con la connessione internet. Ultimo rilevamemnto satellitare di Ario: 64*46 lat sud


23 marzo 2010 - Aggiornamento del 15/4/2010:

23 marzo 2010

Neve fonda appena caduta, faticosa, non piu lavorata a cemento dal vento come e`stato fino ad ora. a costa sàvvicina, son giorni che svalichiamo colli glaciali uno dietro lALTRO In mEZZO, SEMPRE SPAZIO E SPAZIO... Giorni che il sole e`celato e nevica senza interruzione. Dopo aver lasciato làmpio plateau ghiacciato di Larsen ad est, percorso i giorni scorsi, siamo ormai nella parte alta della penisola antartica, la meta si avvicina!
Oggi contro una scura parete rocciosa orlata da cornici gigantesche un uccello bianchissimo dalle grandi ali e`sfrecciato piu volte lanciando un grido acuto. Non son pratico di quest splendide creature dellària, a parte quelle dei miei monti; che sia un Petrell, cugino piu piccolo dellAlbatros abitante di questi luoghi, come mi ha scritto Bianca giorni fa?
L`ho osservato sorpreso ed i lupi con me: e`la prima creatura vivente che incontriamo in 2 mesi di marcia. Ho pianto , in silenzio, mentre volava via: con tutto il mio essere. Quanta bellezza cè`nel perseguire questo ritorno alla semplicita, nel volersi seguire fino in fondo ad ogni costo, pur di raggiungere il centro silenzioso del proprio essere...
Stasera, per la prima volta, attorno a me cè`un silenzio profondo. La neve fruscia appena appena sulla tenda. Rischiara ogni istante, colmandolo di questa pace, quella senza pensieri, quella in cui si e`... tornati a Casa, per la quale non hon le parole.


29 marzo 2010 - Aggiornamento del 15/4/2010:

29 marzo 2010

Son davvero cosi vcicino al termine di questo grande viaggio? Sto veramente per tornare nel...mondo?
Poiche ora piu che mai al dila di ogni altra, in questa di traversata andrei avanti senza mai piu tornare indietro. A tal punto e`diventato parte di me questàndare, come un nomade, in assoluta poverta. A tal punto il canto del vento e la fatica, la bellezza e lo sgomento di fronte la grande Terra primordiale hanno permeato ogni frammento di me. Son andato, giorno x giorno, i miei lupi al mio fianco, quasi da essa condotto, col respiro Antico di questa Terra. Altro piu non conosco. Altro piu non sono. E la ricchezza e la quiete che ora percepisco in me son vaste e luminose e mai vorrei fermarmi... Ancor piu quando...quale mondo mi aspetta?
Osservo i miei sci, osservo la mia slitta, i miei abiti consunti e perennemente ghiacciati, come le scarpe; il pelo dei miei compagni lupi bianco di brina e arancio oro con lùltimo sole.,.. Osservo questi spazi bianchi che il mio piccolo essere allìnizio non riusciva a contenere, montagne remote, castelli giganteschi nel mare di ghiaccio, bellezza senza pari... Osservo ogni passo, ogni gesto di me, di noi, qui nel continente ove il vento corre libero, ogni bufera, ogni marcia infinita oltre la fatica che pensavo dàver gia conosciuto... Ogni frammento di quento vissuto mi scalda, mi avvolge, mi fa sentire a casa..
Ora da quaggiu, osservo le stelle limpidissime alla fine del mondo, cosi sconosciute allìnizio, ora familiari come quelle che sovrastano i miei boschi. Ma sempre, ogni sera, montando il campo, e`come trovarmi su di un altro pianeta; tale la bellezza, tale lo stupore x aver attraversato queste nevi ma, soprattutto, x esserne stato attraversato. Sono a casa qui. A casa dentro di me. Nonostante il gelo feroce e costante, questo e`divenuto quotidiano, "normale".
Làltro pianeta e`quello lontano, remoto, ormai improbabile ove alcuni dei miei simili (esseri umani?) hanno scelto un`altra strada x occupare il proprio posto su questa Sacra Madre.
Cosàltro ho conosciuto x tutti questi mesi: la voce piu vera della Terra, la voce piu vera di me stesso. Come ad ognuno di noi potrebbe esser concesso; ad ogni istante. Basterebbe volerlo.
Cosàltro ho conosciuto giorno dopo giorno? Il silenzio, gli spazi di vento, il nostro andare libero e sconfinato; e`come respirassi, ora, allùnisono con questa immensita. Sento spazio dentro, sono spazio, sono luce...

Oggi mi son fermato alcuni istanti ed ho pianto...: non cè`bellezza piu grande del perseguire la bellezza in ognio passo, in ogni gesto. Il nostro (di noi esseri umani) e`un viaggio unico, imperdibile!, attraverso la magia dèsistere sul nostro pianeta.
Mai lo stupore cessera di condurmi nonostante il mondo perduri ciecamente la sua folle corsa in direzione contraria. Forse e`vero, come mi ha scritto Yacum tempo fa: non sono nato nel momento giusto, questo non e`un mondo pronto x me... Ma, a me che riesco sempre e solamente a vedere le cose dal loro lato positivo, piace pensare che io sia qui proprio in quello "giusto" di momento, al fine di rammentare a tutti ma a me stesso x primo, cio che in questo esistere conta al di sopra di tutto il resto: da dove veniamo, a cosa apparteniamo.
Chi siamo: al di la di ogni confusione e banalita.

Un abbraccio a tutti con profondo amore dal Continente di Ghiaccio. Ario e Lupi!


31 marzo 2010 - Aggiornamento del 15/4/2010:

31 marzo 2010

Oggi dallàlto del plateau ghiacciato, dopo unàltro giorno di neve, forse proprio come apparve a Schackleton al termine della sua epica odissea appena piu a nord di qui, il cielo si e`aperto, azzurro, pulito. E netto, in fondo, oltre le ultime montagne sperse tra i vasti altipiani glaciali, ho scorto il mare, azzurro scuro e selvaggio! E`lo stretto di Bransfield, e`lÒceano Pacifico Meridionale con le South Shetland Islands nellìnsondabile distanza!!
Mi e`mancato il fiato... Semplicemente, mi son piegato sui talloni e ho singhiozzato come un bimbo...
Esser tornato a Casa, aver raggiunto il vuoto attraverso la stanchezza sfibrante, attraverso làndare senza sosta ed il vivere nella poverta piu totale; attraverso Bellezza e Silenzio!
Grazie Grande Terra per avermi lasciato passare....!


2 aprile 2010

Aggiornamento satellitare

Ario era ieri a 60 km dal concludere la sua incredibile avventura: tra 3 giorni dovrebbe raggiungere Prime Head a 63*12 di latitudine sud, estrema punta settentrionmale della penisola Antartica.
Le sua parole, rapidissime, ieri son state: "E`stata la mia esperenza piu bella, piu UNICA! Mai ho traversato prima tanta magia...: son pieno di bellezza, son pieno di luce e silenzio!!". E la sua voce non mentiva!

Ci scusiamo per i problemi avuti queste settimane col collegamento internet; Ario ha promessao di inviare tutto il diario dell`ultimo mese entro pochi giorni, non appena rientrera nel primo punto "civile".
Tornate a connettervii!

Un saluto
Annalisa

Aggiornamento del 15/4/2010:

2 aprile 2010

Lìnfinita cresta glaciale, spesso alpina che mi ha condotto fino a qui per oltre due mesi di estenuante possente marcia, come per incanto, ora, sta per terminare. Il grande oceano e`ormai a poco da me , non lo vedo ancora, ma lo sento; e il pendio di ghiaccio, piano, bianco e pulito come un lenzuolo, si stende ora ancor piu, dopo oltre 2000 km in sci, come a volermi dare il benvenuto, lùltima scivolata perfetta, fin dove esso terminera di fronte il mare...mai visto un luogo cosi!
Non ho piu parole per poter esprimere tutta questa meraviglia: attorno a me e dentro me.
Solo Silenzio. Unica vera meta di queste mie traversate.

Oltre ogni paura, attraverso ogni fatica: cosa resta di un uomo quando si torna diretti nel grembo della Grande Madre? Quando non si conosce piu altro...
Nulla resta di cio che si e`portato dal mondo, nulla di tutti i pensieri, di tutto il banale chiacchierio, di tutti i finti e falsi bisogni di cui ci siamo bombardati.
Attraverso la bellezza, attraverso fatica e paura, si diviene un immenso spazio vuoto. Li`risiede il nostro vero essere. Il nostro centro. Tutto il resto non e`che rumore, banalita, dispersione.
Non ho bisogno dàltro: ascolto il vento. Mi culla fino a dormire.
Ed e`un abbraccio per cui non ho le parole.


3 aprile 2010

Grazie Terra Antica per averci lasciato passare e per averci accolto in te.
Torno nel mondo che ha perso l`Ascolto.
Forse, per poter tentare dessere (ancora per un po), tuo tramite.
Ario & Lupi.
Trinity Coast, Penisola Antartica, 63* 30 lat. Sud.
3 aprile 2010.

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