Lunghezza: 3000 chilometri
Partenza: 22 novembre 2000, Faro di Lindesnes, 58° nord

Arrivo: 3 aprile 2001, Nordkinn: 71° nord

Durata: 133 giorni

Temperatura media: -25°

Mezzo: sci da Telemark
Ho percorso migliaia di chilometri di solitudine, silenzio, montagne e boschi sconosciuti, avvolti nel gelo dell’inverno
Non ero completamente solo: con me avevo Chinook e Mahakw, due splendidi cuccioli di lupo nati in cattività e da me adottati.
Nella Pulka, la slitta che mi tiravo dietro, avevo tutto il mio mondo.
Con i miei due lupi ho risalito i vasti altipiani del sud, attraversando montagne e boschi sconosciuti, flagellato dal maltempo e nel buio che calava alle due del pomeriggio.

IL LUNGO VIAGGIO DI ARIO SCIOLARI IN NORVEGIA LUNGO LE ALPI SCANDINAVE

Dopo anni di preparativi, Ario Sciolari è riuscito in un’impresa straordinaria: la traversata invernale in solitaria delle Alpi Scandinave da sud a nord con gli sci da telemark, una piccola slitta al traino e con la compagnia di due lupi. La scelta dell’itinerario, molto lontano dalle imprese alpinistiche abituali, per quanto ardue possano essere, è la diretta conseguenza del carattere di Sciolari, così come si rivela nel suo libro. Sciolari è un personaggio amante della montagna ma soprattutto della natura incontaminata e dei popoli – i nativi – così diversi da noi, che abitano il grande Nord. E’ un uomo aperto allo stupore e all’incanto delle aurore boreali, così come alla solitudine cercata come esperienza di vita 8 i rari contatti con il mondo sono avvenuti solo in occasione delle discese a valle per effettuare rifornimenti ogni due-tre settimane).





Unica, particolarissima, compagnia, è stata quella di due lupi, lupi veri, non cani, che Sciolari ha adottato ancora cuccioli. Da loro ha imparato come muoversi nei boschi e come vivere in condizioni quasi proibitive; al rapporto simbiotico che si è instaurato con i lupi Sciolari deve in fondo la riuscita del suo viaggio, e a loro ha dedicato il libro e una serie di splendidi disegni al tratto e di fotografie che rendono il Sogno del lupo un libro diverso rispetto a tutti i libri che raccontano analoghe traversate in solitaria.